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Eventi

E’ giunta alla diciottesima edizione “Auguri alla città”, la consueta manifestazione canora promossa ed organizzata dal Coro Mongioje che si terrà sabato 16 dicembre nella splendida cornice barocca della Basili...

Un buon compleanno in musica per Imperia Sabato 21 ottobre all’Auditorium della Camera di Commercio la rassegna corale organizzata dal Coro Mongioje.

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La nota che non c'è

Chiunque diriga un coro sa che per una serie di imperscrutabili motivi, esistono serate di prova “sì” e serate “no”; a nessuno è dato conoscerne le cause ma a volte una prova riesce alla perfezione, tutto suona come deve ed a volte, magari con gli stessi identici elementi nelle stesse condizioni fisiche, non si riesce a mettere insieme una scala o un accordo in grado di essere definito “dignitosamente intonato” – in tal caso il ricorso alle riserve di vino e pane raffermo oppure ad una trasferta presso la birreria più vicina è generalmente la soluzione più appagante.

Esiste persino una leggenda scaramantica secondo la quale se una prova generale viene particolarmente male il concerto successivo sarà un grande successo: non so quanta autosuggestione accompagni questa credenza ma devo ammettere che, tutto sommato, la leggenda trova molte conferme nella nostra lunga storia.

La prova di martedì scorso non è stata semplicemente una prova “sì”, è stata una prova straordinariamente particolare, una di quelle praticamente impossibili da dimenticare: eravamo alle prese con Libertango, un brano ed un’armonizzazione di una complessità tale da toccare il limite delle possibilità del coro attuale, di fronte alla quale in passato ci si è dovuti arrendere; oggi no, oggi il coro è più che mai determinato ad arrivare alla fine, ad inserirlo nel repertorio ed eseguirlo in pubblico, una rivincita riparatrice per una storica sconfitta che ancora oggi duole a qualcuno - la richiesta è venuta direttamente dai coristi, quei coristi che durante le prove sono quindi particolarmente attenti e concentrati  - ecco che mentre iniziamo, tenendo le note lunghe e cercando l’intonazione perfetta sui passaggi più difficili lei, la nota che non c’è si fa sentire.

Tutti sanno che in determinate condizioni può capitare di sentire note “aggiuntive”, effetto di sommatorie armoniche qualora i reparti siano sufficientemente intonati, ma quella nota aggiunta non solo c’era, ma si ripresentava continuamente, seguiva l’andamento musicale  ed era sempre quella corretta, quella che avrebbe dovuto cantare il reparto a cui avevo detto di stare in silenzio per riuscire ad intonare meglio gli altri; ho controllato personalmente, incredulo, la bocca serrata di tutti i coristi nel reparto, eppure lei c’era e ci accompagnava continuamente - era la nota che mancava per chiudere le sequenze di accordi scritti da Piazzolla e che Elio ha fedelmente riportato nella sua armonizzazione: quella nota era stata prevista ed indicata sulla partitura – quella stessa nota si percepiva anche se non era cantata da nessuno.

Ho iniziato mandando un ringraziamento a Fourier, Pitagora, Zarlino, Galilei, Bach e compagnia cantante (questa me la potevo risparmiare) per i loro studi e per avere in qualche modo spiegato l’origine di tali fenomeni, ma non avrei mai pensato di poterne vivere uno così intenso e prolungato nel tempo.

Stupefatto ed eccitato come un bambino davanti al regalo dei suoi sogni, per più di un quarto d’ora ho goduto di un coro che continuava a cantare a tre voci emettendone quattro, la quarta era percepibile quasi come le altre al punto che ho potuto far avvicendare diversi coristi al mio fianco per permettere loro di sentire meglio ciò che stava accadendo: persino chi canta “per hobby” e non “per passione” è rimasto a bocca aperta nell’ascoltare ciò che non avrebbe dovuto sentire. Non ho registrato, perché non c’era tempo, perché non volevo interrompere quel momento di concentrazione straordinaria, perché non ero sicuro che sarebbe stata una registrazione fedele e forse perché è giusto che certi momenti restino di proprietà di chi li ha prodotti e vissuti; con me porto un viaggio di ritorno a casa fatto di gioia, di emozioni, di un sorriso stampato in viso nonostante la stanchezza, unitamente al senso di profonda gratitudine nei confronti dei coristi che dirigo e la consapevolezza di quanto sia bello e quanto sia un privilegio cantare in un coro.

 

 

Spirito natalizio

Non c'è molto da dire, gruppo eterogeneo di persone e anime che ieri pomeriggio hanno 'semplicemente' cantato per strada... Il coro Mongioje!

Ciao Enzo

Ciao Enzo,

l’altra sera un giovane corista quando ha saputo che ci hai lasciati mi ha chiesto di te e io ho iniziato a raccontargli dei tempi andati e mentre raccontavo, altre storie mi venivano alla mente, un po’ come quando scopri un vecchio quadro in soffitta di cui scorgi solamente alcuni particolari e poi, quando con la mano inizi a togliere la polvere, ad ogni passata riaffiorano figure che sembravano cancellate ma che, in un attimo ritornano come fossero appena dipinte.

Gli ho raccontato di quella sera passata a Vienna rincorsi da quella voce che continuava a gridare “wonderful”, della trasferta in Polonia, delle cene tra amici, delle mille rassegne con gli altri cori e delle altrettante mille notti passate a cantare finché ce n’è, tanto poi c’è Maggiorino che alle 6 di mattina ci avrebbe svegliati comunque.

Gli ho raccontato di tutte le messe di Natale a Piani a cantare insieme al mio coretto femminile, della tua voce possente, della tua capacità di imparare e della tua umiltà nell’apprendere. Della follia unita all’incoscienza che reciprocamente ci trasmettevamo quando volevamo provare qualcosa di nuovo, e chi ci fermava ? Quell’Agnus Dei scritto per tenore e interpretato da mostri sacri, quell’espressione a metà strada tra il dubbio e lo stupore di Elio quando gli abbiamo detto che lo avremmo trasportato per la tua estensione, e i tanti occhi umidi quando l’hanno sentito cantare da te ..…. Perdonami le lacrime sulla tastiera, ma fa maledettamente male…..

Gli ho raccontato di cosa si prova a guardarti mente ti alzi in piedi ed inizi a cantare il “Santo” al tuo matrimonio, a cosa si prova a sentirti cantare così forte o così dolce, a seconda di ciò che c’è da interpretare, con intelligenza e sensibilità, da perfetto amante della musica e delle cose fatte bene, gli ho raccontato della tua passione per la cucina e degli aperitivi in negozio da Elio con Tum Tum e i ravioli tostati al posto delle noccioline.  

Sabato scorso, come ogni estate, un gruppo di coristi è salito in vetta al Mongioje: abbiamo cantato Signore delle Cime per tutti i coristi che sono andati avanti, questa volta abbiamo cantato anche per te, sulla nostra montagna in quel momento ci siamo sentiti un po’ più vicini a te e a tutti i nostri amici – salutaceli tutti.

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