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Eventi

Locandina Auguri alla Città 2019

Il 2019 segna i vent'anni di una delle nostre manifestazioni storiche, Auguri alla Città, il concerto di Natale che il Coro Mongioje dedica agli imperiesi e a tutto il pubblico. Appuntamento sabato 14 dicembre ...

Coro Mongioje di Imperia

Sabato 26 ottobre 2019 il Coro Mongioje di Imperia festeggerà il compleanno della città con un concerto di auguri. La serata si svolgerà nell'auditorium del Museo Navale del capoluogo e vedrà  la partecipazione...

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Rompere due silenzi

In musica, vi sono due momenti in cui il silenzio la fa da padrone. Una sono le pause, più o meno lunghe, in cui nessun suono viene emesso per lasciar spazio ad altro.
L'altra è l'attesa dell'attacco iniziale, quel lasso di tempo tra il prepararsi, concentrarsi, prendere fiato e l'inizio del brano stesso, ciò che scatena la musica stessa.
Questo ha vissuto per quasi due anni il nostro coro. Tante, tantissime pause, lunghe, quasi infinite, dove non si è potuto far altro che restare in casa, eseguire lavoretti domestici, guardare pigramente pc o televisione e, ogni tanto, scambiare qualche parola con i propri amici e conoscenti tramite videochiamate online. Una pausa che da febbraio 2020, con qualche momento di libertà fuori casa ma senza attività corale, è arrivata fino agli inizi di giugno 2021. E da lì, si è passati al secondo silenzio citato.
Si è potuti tornare ad aprire le proprie bocche ed emettere note assieme, arrugginiti come la logica vuole dopo un anno e mezzo di stop totale. Ma con le varie prove, ogni martedì e venerdì, hanno iniziato a riportare fiati, equilibri, volumi e unione in carreggiata. Un po' come quando non vai in bicicletta tanti anni, non si è mai persa la capacità di tornare a pedalare.
Ed ecco quindi, quell'attimo di attesa prima di cantare. Due concerti, i primi dopo così tanto tempo. Il primo a Triora, domenica 1 agosto, il secondo ad Arma di Taggia mercoledì 4 agosto.
Ma quando la mano del direttore è pronta, dopo aver dato l'accordo, ad iniziare a cantare, timori e dubbi passano.
Anche perchè è una mano nuova quella che sta per scatenare la magia del canto corale, anch'essa alla prima esperienza assoluta in pubblico. Ramon Brusini, nuovo direttore del nostro coro, ha avuto questi due mesi scarsi di tempo per rimettere insieme le fila e i reparti proprio per questi impegni, tra le mille difficoltà, i vari assenti e il poco tempo a disposizione.
Ma la bellezza di un coro è proprio in questo: non sai quanto tempo potrebbe stare fermo dal cantare, ma quando riprende, sa cosa deve fare.
E così, non con poche difficoltà, abbiamo fatto i nostri concerti, ricevendo complimenti e l'incitamento ad andare avanti, a non mollare. "Considerando la pandemia, la nuova direzione e le poche prove, avete fatto un buon ritorno sul palco" dirà qualcuno che ci ha ascoltato.
E con questa spinta, data dal nostro pubblico ma anche dalla nostra volontà e per l'amore del coro, che non ci vogliamo fermare. A settembre avremo modo, insieme al nostro direttore Ramon, di perfezionare il nostro lavoro, arricchire il nostro repertorio, migliorare e sistemare qua e là dove vi possono essere imprecisioni e correzioni da fare. E lo faremo tutti insieme, come un coro. Il nostro Coro.
 
 
 
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Armando Corso

Vi è una storia comune a quasi tutti i cori d'Italia, principalmente di natura popolare e tradizionale. Tutti hanno attinto da nomi ormai epici: non solo da cori come la SAT e i Crodaioli, ma anche da singoli individui come Pedrotti, De Marzi, Bon, Lanaro e tanti altri.
E tra questi ce n'è stato uno che è sempre stato presente nella sua dinamicità e travolgente passione per il canto corale.
Armando Corso, con il suo grandissimo Coro Monte Cauriol, ha realizzato un percorso musicale unico, formando un repertorio proprio, con quell'entusiasmo, passione, emozione e anche un po' di goliardia che lo hanno sempre caratterizzato.
E per noi del Mongioje è stato, oltre che a un Maestro e un esempio, un vero amico, incrociando i nostri percorsi in più occasioni, legati anche dall'amore della nostra terra.
Grazie Armando per quanto hai fatto e ci hai lasciato, a noi e a tutta la coralità nazionale .
Nella foto, ospite del Coro Mongioje Armando Corso in veste di presentatore ad una Rassegna di Cori Alpini "Guido Gorlero" ad Imperia, a fine anni '70, in compagnia del Maestro Paolo Fogliato.
 
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La nota che non c'è

Chiunque diriga un coro sa che per una serie di imperscrutabili motivi, esistono serate di prova “sì” e serate “no”; a nessuno è dato conoscerne le cause ma a volte una prova riesce alla perfezione, tutto suona come deve ed a volte, magari con gli stessi identici elementi nelle stesse condizioni fisiche, non si riesce a mettere insieme una scala o un accordo in grado di essere definito “dignitosamente intonato” – in tal caso il ricorso alle riserve di vino e pane raffermo oppure ad una trasferta presso la birreria più vicina è generalmente la soluzione più appagante.

Esiste persino una leggenda scaramantica secondo la quale se una prova generale viene particolarmente male il concerto successivo sarà un grande successo: non so quanta autosuggestione accompagni questa credenza ma devo ammettere che, tutto sommato, la leggenda trova molte conferme nella nostra lunga storia.

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